Cimiteri ebraici
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Cimiteri ebraici

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Firenze


Un angolo nascosto e sconosciuto anche alla maggioranza dei fiorentini stessi è il Cimitero Monumentale Ebraico istituito nel 1777 fuori Porta san Frediano, che rimase in funzione fino al 1870. Un alto muro perimetrale di cinta custodisce con gelosa riservatezza, come un prezioso scrigno, un importante tesoro culturale costituito da cappelle funerarie e monumenti, tra cui spicca quello a forma di piramide egizia, del cav. David Levi, logorati dal tempo, ma degni di una visita per scoprire questo luogo suggestivo a rappresentativo del mondo ebraico. Pur essendo assenti figurazioni, a differenza di quanto avviene in altri cimiteri ebraici, alcune delle tombe sono vere e proprie sculture di alto valore artistico.
Sono stati individuati molti luoghi che un tempo erano adibiti a cimitero. Al primo, di là d’Arno, presso il chiasso de’ Giudei, se ne sostituì un secondo vicino all’attuale Lungarno della Zecca, a sua volta dismesso per altri, che furono creati, nella zona di Porta San Frediano. Qui, nel 1777, fu acquistato l’appezzamento, lungo l’attuale Viale Ariosto, destinato ad ospitare il nuovo campo degli ebrei, tuttora esistente, anche se non più in uso, a cui si affiancò nel 1884 il cimitero di Rifredi, disegnato dall’architetto Marco Treves.

Siena


Il cimitero ebraico di Siena, situato in via del Linaiolo, si estende per un ettaro e mezzo fuori dalle mura nella zona sud della città. Utilizzato dalla Comunità ebraica senese dal Cinquecento ed ancora in uso, è ricordato in un documento di Balia del 1611 come “campo fuori di porta San Viene, volgarmente chiamato il campo delli Hebrei”.
Dalla fine dell’Ottocento la sua custodia è affidata alla Società di Misericordia Israelitica, antica confraternita tuttora esistente, nata per accudire i malati indigenti e per trasportare e seppellire i defunti nel 
cimitero stesso.
La cinta muraria attuale risale all’ampliamento del 1890, mentre le tombe più antiche, risalenti almeno al ‘500-‘600, si trovano all’inizio del percorso di visita dopo la cappella mortuaria e si presentano in forma di cippi e steli verticali. La parte più a valle conserva invece inumazioni più recenti, risalenti alla fine dell’800 e al ‘900.

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